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Incentivi |
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Il decreto del
governo per favorire il fotovoltaico
Ogni casa una
minicentrale per vendere l'energia
in rete.
Come fare?
... in poche e semplici parole
La
trafila è semplice. Si va in banca per prendere 7
mila euro a tasso agevolato, il 2 per cento. Con
questi soldi si comprano 7-8 metri quadrati di
pannelli fotovoltaici, quanto basta per ottenere un
chilowattora di potenza. Si mette l'impianto in
giardino, o sul tetto, o sul terrazzo. Lo si collega
al contatore elettronico, già arrivato in molte
case, per vendere all'Enel o alle ex municipalizzate
l'energia prodotta. E si aspetta. Ogni giorno che
passa porta un credito virtuale che alla fine
dell'anno si trasforma in vantaggio materiale: circa
500 euro di incasso che permettono di ammortizzare
la spesa d'installazione in 15 anni, ottenendo due
vantaggi accessori. Il primo è che la mini centrale
fotovoltaica dura 25 anni e gli ultimi 10
garantiscono il guadagno. Il secondo è la
soddisfazione di utilizzare energia pulita, che non
minaccia la stabilità del clima.
E' questo il senso del nuovo "conto energia", il
decreto che, dopo essere stato messo a punto dai
tecnici del ministero dell'Ambiente e del ministero
dello Sviluppo Economico, ha ricevuto il via libera
definitivo dalla Conferenza Stato-Regioni. E’
inserito nel pacchetto energia che contiene le
misure volute dal governo per rilanciare
l'efficienza e le rinnovabili.
Scegliendo un impianto di potenza compresa tra 1 e 3
chilowatt si otterrà infatti un bonus pari a 40
centesimi per ogni chilowattora prodotto se i
pannelli sono collocati in piano (in giardino, in
terrazzo), 44 centesimi se poggiano su un tetto
inclinato, 49 se diventano parte integrante del
tetto. Fra i 3 e i 20 chilowatt di potenza le
tariffe sono rispettivamente 38, 42 e 46 centesimi,
sopra i 20 chilowatt 36, 40 e 44 centesimi.
In
sostanza l'energia fornita da un singolo utente, o
da un condominio, viene immessa in rete e venduta a
una quotazione calibrata in modo da sostenere lo
sviluppo del settore. Oltre a incassare il prezzo
maggiorato, si ottiene poi una seconda agevolazione:
per ogni chilowattora fotovoltaico prodotto si può
usare gratuitamente un chilowattora ottenuto con
sistemi convenzionali; e il consumo extra viene
pagato a tariffa standard, 9 centesimi a
chilowattora.
L'unico limite economico di questo sistema è che
l'obiettivo massimo è il pareggio: bolletta zero. Se
si vogliono mettere i pannelli fotovoltaici nella
casa al mare, dove magari si finisce per produrre
più di quello che si utilizza, è possibile però
firmare un altro contratto che prevede la vendita di
tutta l'energia prodotta (in questo caso è possibile
ottenere un attivo) e il pagamento a parte
dell'energia consumata.
Ancora più conveniente (più 5 per cento) la tariffa
per chi produce l'energia che consuma, per chi
toglie le coperture in eternit, per scuole e
ospedali. Una possibilità subito rilanciata dal
ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni:
"Se in cinque anni solo su un quarto degli edifici
scolastici italiani venisse realizzato un impianto
di produzione di energia elettrica con un sistema
fotovoltaico di piccole dimensioni (50 kwh, ndr), la
totalità degli impianti produrrebbe l'energia di una
grande centrale elettrica a gas o a carbone
impedendo l'emissione di 3 milioni di tonnellate di
anidride carbonica in atmosfera".
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€ |
£ |
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0,9 |
174,26 |
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0,36 |
697,06 |
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0,38 |
735,78 |
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0,40 |
774,51 |
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0,42 |
813,23 |
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0,44 |
851,96 |
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0,46 |
890,68 |
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0,49 |
948,77 |
E'
un incentivo a cui possono accedere tutti,
privati e aziende.
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